Negli ultimi 10 anni il problema dei rifiuti a Città del Messico ha assunto tali proporzioni da essere ormai quasi fuori controllo. In una megalopoli in cui quasi 9 milioni di persone sporcano e producono rifiuti ci vorrebbe infatti un intero esercito per tenere la città pulita.

Quando nel 2011 è stata chiusa Bordo Poniente, la discarica della città, il governo ha dovuto elaborare nuovi modi di approcciare il problema, il vecchio paradigma non funzionava più. Anche a causa dell’inspiegabile istinto che porta molti popoli, diciamo latini, ad abbandonare senza nessuno scrupolo i propri rifiuti per strada.

L’idea è nata dal fatto che ormai il costo di trattamento di un quintale di rifiuti non differenziati è molto alto, mentre il costo degli ortaggi e del cibo di prima necessità è ai minimi storici. L’equazione è scattata quindi automatica nella mente di qualche amministratore locale: perché non ricompensiamo chi raccoglie cartacce, bottiglie di plastica e lattine dalle strade con del cibo fresco?

Quello che era nato come un esperimento in un quartiere periferico della metropoli messicana ha avuto un grande successo. Nel 2015 ben 1.400 tonnellate di spazzatura sono state raccolte in questo modo. E adesso l’amministrazione pensa di estendere il programma a tutta la città.

Una delle conseguenze più positive è stata però culturale: adesso i ragazzi sanno che non è normale che le strade siano sporche, che buttare l’immondizia per terra non è giusto e che vivere in una città pulita fa bene alla salute e anche al morale. Tutte lezioni che sarebbero utili anche in molte zone del nostro Paese, dove è ancora assai frequente incontrare sacchetti di spazzatura abbandonati in strada, spesso a poche decine di metri dai cassonetti.

E a proposito di Roma: considerato che ormai questa metropoli, che di giorno raggiunge i 4 milioni di persone, è sull’orlo dell’emergenza rifiuti (la discarica di Malagrotta è stata chiusa e le altre discariche non sono ancora pienamente operative), la nuova amministrazione capitolina dovrebbe prendere ispirazione da quanto è stato fatto a Città del Messico. Soprattutto perché l’attuale sindaco è espressione di un movimento politico che ha sempre predicato la forza delle idee innovative. Un’occasione storica per cambiare mentalità, modo di fare e soprattutto per riportare la città eterna al decoro che le dovrebbe essere proprio.

Fonti: Saveur.com

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