La rivoluzione del vino in Italia si chiama tecnologia e, negli ultimi anni, si fa sempre più presente nel settore vitivinicolo l’uso di strumenti quali droni e IoT, acronimo dell’inglese Internet of things, neologismo riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti.
Il mercato in crescita del settore vinicolo sta cambiando metodologie di produzione ed è degli ultimi giorni la notizia che a Bordeaux, in Francia, l’IoT è il protagonista per mappare il vigore vegetativo, mentre in California sono ampiamente utilizzate le mappature satellitari e i droni per tenere sotto controllo lo stato di salute dei terreni.
Anche l’Italia sta ripartendo dall’innovazione e sempre più aziende puntano sui nuovi vigneti che tendono al ‘green’: si rinuncia all’utilizzo di trattamenti verso la tutela dell’ambiente e si utilizza anche nel Belpaese l’IoT.

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Come accade per il progetto sperimentale ‘PV – Sensing’, attivo in alcune aziende agricole venete, in cui si stanno adottando alcuni innovativi sensori per rilevare precisi e oggettivi parametri ambientali del campo. In questo modo si sta calcolando, con una sempre maggiore oggettività, il rischio di infezione da plasmopara viticola, una malattia che può colpire la vite.

Cosa è l’IoT del vino?

L’Internet delle cose rappresenta oggi la naturale evoluzione dell’uso della Rete. Gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere a informazioni aggregate da parte di altri. E anche la pianta nel vitigno acquisisce un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete attraverso dispositivi, apparecchiature, impianti e sistemi intelligenti, in grado di identificare situazioni importanti, elaborando dati, tracciando una mappa e dando un’identità elettronica alle cose e ai luoghi dell’ambiente fisico.

La viticoltura delle start up innovative.

Nascono le startup che si occupano di monitorare le viti e di tenere così sotto controllo la qualità del vino. Accade, ad esempio, con la nuova App MyVigneto: basta un iPhone ed è possibile monitorare le varie fasi del ciclo vitale delle piante, capire come queste rispondono ai vari trattamenti, avere, insomma, un occhio sempre sul vigneto, seguendone passo passo l’evoluzione, lo stato di salute, potendo intervenire tempestivamente in caso di eventuali malattie che colpiscono il vigneto.

Viticoltura innovativa grazie anche a Wenda, attiva nel campo dell’IoT con un dispositivo, lo jODYN IoT, che consente di tenere sempre sotto controllo il ‘viaggio’ del vino nel corso delle sue diverse fasi di produzione.
Sono gli algoritmi che segnalano alcuni parametri importanti, quali temperatura, umidità e possibili tentativi di effrazione. Non solo: tra le start up dedicate al mondo vitivinicolo, anche un dispositivo dedicato ai consumatori. Si chiama Wineta e permette, attraverso un algoritmo, di aiutare gli acquirenti a trovare e scegliere il vino che più risponde ai loro gusti personali.

L’Internet of Things, che fino a qualche tempo fa rappresentava un futuro remoto del settore, oggi diventa il presente della viticoltura innovativa, migliorando la qualità del prodotto, delle procedure, prevenendo alcune situazioni e soddisfacendo appieno le esigenze dei consumatori.

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san vittore e vigneti di ruchè from SdP.onfly on Vimeo.

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