Era da un po’ che se ne parlava. Il dibattito aveva tenuto banco l’estate scorsa. Adesso tutto è realtà: anche la Puglia ha la sua mozzarella Dop, precisamente quella di Gioia del Colle. Il derby tra Puglia e Campania finisce con un pareggio e il Sud adesso ha due denominazioni di origine protetta.

Una querelle che termina dopo accese polemiche da parte degli agricoltori partenopei, che si sono schierati a forte difesa del prodotto campano, secondo loro l’unico a poter ricevere e vantare il prestigioso marchio.

Ma la cugina pugliese ha tenuto duro e, puntando sulla sua succosa morbidezza, tra polemiche e ricorsi, è riuscita a conquistare l’ambito premio di “reginetta” delle mozzarelle italiane.

La notizia è arrivata da Confagricoltura Bari e Bat con il suo presidente, Michele Lacenere. Il Tar ha “sedato” le accese polemiche puntando sul latte: di bufala per i partenopei, vaccino per i pugliesi. Un dettaglio che non può creare confusione tra i due prodotti, che in questo modo mantengono una dignità propria e peculiare.

Il Presidente di Confagricoltura Bari, ha rimarcato che la mozzarella pugliese è di vacca e vanta natali altrettanto illustri e origini antiche, con una secolare tradizione di allevamento e lavorazione della pasta vaccina.

La produzione di mozzarella di Gioia del Colle vede l’utilizzo di solo latte di vacche, che trascorrono almeno e obbligatoriamente 150 giorni all’anno al pascolo, e alimentate per il 60 per cento da erbe e fieno locale.

Assodato che anche per la Puglia ora la mozzarella è Dop, restano le norme stringenti riguardo non soltanto il periodo di pascolo e l’alimentazione degli animali, ma anche per quel che concerne il bando di fermenti lattici selezionati e acido citrico o il momento della lavorazione del latte, che deve avvenire al massimo a 36 ore dalla mungitura.

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