Un personaggio sicuramente sui generis, un grande chef e soprattutto un cultore della cucina italiana.
Di lui si dice e si scrive di tutto: della sua personalità dirompente e travolgente, che non lascia spazi a dubbi e interpretazioni. Quando si parla di Gianfranco Vissani, tutto il mondo della cucina si ferma, perché il maestro ha sempre qualcosa di importante da dire e suggerire.
Una cucina, la sua, che è una vera e propria filosofia culinaria, fatta di materie prime selezionate, di prodotti tipici e di stagione, di cotture rapide che non intacchino i sapori primari e le fragranze. Insomma, un purista della buona cucina.

Lo chef umbro, originario di Civitella del Lago, ha sempre vissuto e frequentato posti in cui la grande tradizione culinaria non poteva non segnare  indelebilmente il suo percorso.
Dopo il diploma presso la scuola alberghiera statale di Spoleto, la sua formazione e, pian piano, la sua “missione di vita”, cominciano a delinearsi grazie all’esperienza nei più grandi ristoranti della penisola.
Dall’Excelsior di Venezia al Miramonti Majestic di Cortina d’Ampezzo, per passare al Grand Hotel di Firenze e Zi’ Teresa di Napoli, come racconta un articolo apparso su La Stampa.
Una ricerca incessante e uno studio sulle materie prime, che passa inevitabilmente da una profonda e accorata conoscenza del territorio, delle regioni, del clima e delle tradizioni di un luogo. Perché la Cucina, quella con la “C” maiuscola, inizia con la stessa lettera che compone la parola Cultura, e non a caso.
E Gianfranco Vissani lo sa bene e non smette di dare al suo pubblico questo valore, che significa non finire mai di studiare, di apprezzare, assaggiare, sperimentare.
Il grande patrimonio di conoscenza di Vissani si forma lentamente nel tempo, grazie anche alla decisione dello chef di allontanarsi per un po’ dal mondo patinato della ristorazione di lusso, per abbracciare e vivere da vicino quello delle trattorie, dei piccoli luoghi custodi di preziose conoscenze tecniche e pratiche di un modo di cucinare per certi versi rimasto intatto.

Una cucina che si fonda su un pilastro tutto italiano, quello della freschezza delle materie prime e di un clima che offre una incredibile varietà di proposte, sapori spesso sconosciuti, appartenenti ad un passato che si è andato perduto e di cui Gianfranco Vissani è uno degli chef che più si batte per una necessaria riscoperta. Non a caso lo chef umbro, che sarà ospite speciale dei corsi di Italian Food Academy, ha ottenuto nell’82 la votazione 3 Cappelli dalla Guida d’Italia, primato confermato per i 20 anni successivi.
Una carriera, la sua, alla continua ricerca della tradizione e della cultura dei luoghi, ma anche improntata sui viaggi e sulla curiosità di scoprire nuovi sapori, inseguendo nuovi accostamenti, migliorando sempre, studiando e sperimentando in continuazione.
Se si potesse, in una sola espressione, racchiudere chi è Gianfranco Vissani, molto probabilmente si potrebbe dire che è la nuova e tradizionale cucina italiana fatta di ottime materie prime, in una parola la “qualità”.

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