Nel mondo del beverage è ormai una delle figure più richieste e importanti, un esperto di miscele di sapori, profumi ed emozioni, ma anche un professionista dell’accoglienza. Parliamo del Bar Chef che, tra esperienze internazionali, presso hotel e locali di lusso e consulenze per grandi brand, è una figura sempre più completa e che racchiude in sé una molteplicità di competenze diverse.

Oltre infatti a conoscere tutto della mixology e ad avere un copioso bagaglio tecnico e di conoscenze del settore, sviluppa anche una forte attitudine alla managerialità, indispensabile per gestire un locale. Per non parlare di altre qualità che gli sono richieste e che possono fare la differenze, quali creatività, curiosità, voglia di sperimentare, eleganza, empatia ed essenzialità.
Spesso, inoltre, il bar chef è anche chiamato a realizzare progetti start up per nuove aperture o dedicarsi alla formazione di giovani professionisti, oltre a studiare approfonditamente i brand, le tendenze, il lancio di nuovi prodotti del mondo degli spirits, a cominciare dagli attrezzi del mestiere.

Quella dell’ideazione dei drink è senza dubbio la parte più creativa e più entusiasmante, soprattutto per chi vede questo mestiere dall’esterno, ma chi vuole diventare bar chef deve anche sapere che questa professione prevede tanto studio, esperienze e una buona trasversalità.

Il bar chef non è solo un esecutore: egli elabora strategie ad hoc in base alle richieste dei clienti, dall’ideazione di una drink list allo sviluppo di un piano di comunicazione.

Come si diventa bar chef: alcuni consigli.

1. Passione e dedizione: l’importanza dell’ascolto.

Oltre alla passione per il settore, diventare bar chef richiede una grande formazione alle spalle, per poi costruire una solida esperienza. Durante questa, poi, sarà essenziale imparare il più possibile dai maestri, osservando e carpendo mettendosi sempre in atteggiamento di ascolto umile e attivo.

2. Collezionare tante esperienze lavorative.

Un Curriculum copioso ma soprattutto esperienze maturate in diversi ambienti di lavoro possono fare la differenza, perchè aiutano a comprendere come funziona il mestiere, cosa richiede, come ci si rapporta nei confronti dei colleghi. Insomma è un arricchimento!

3. Italia ma anche estero.

Avere una predisposizione a “volare via” in ogni parte del mondo è una skill in più: non solo perché consente di apprendere una lingua straniera, cosa importante in questo settore, ma perchè permette di apprendere altri approcci lavorativi, altri costumi, altre esigenze ecc…

4. La componente fisica.

La professione del bar chef è molto impegnativa: significa stare in piedi per molto tempo, lavorare quando gli altri si divertono, avere spesso turni molto stressanti. Quindi, ad una forte dose di volontà e passione è bene anche avere una buona costituzione fisica e non lasciarsi mai scoraggiare da niente.

5. Empatia prima di tutto.

Se chiedete ai bartender o ai bar chef qual è la caratteristica principale da possedere in questo mestiere, molto probabilmente vi sarà detto: l’empatia. Un bar chef, lo ripetiamo, non prepara solo cocktail: spesso è chiamato a instaurare un vero e proprio rapporto empatico con i clienti. Deve essere comprensivo, a volte davvero paziente, sempre educato, rispettoso ed elegante nei modi…insomma, un artista dell’accoglienza!

6. Conoscenza della materia e tanta manualità.

La conoscenza sul tema, ad esempio com’è fatta la vodka, le caratteristiche di una determinata marca di whisky, i consigli su un certo tipo di gin rappresenta una condicio sine qua non. A questa, poi, va aggiunta una buona dose di manualità, che si acquisisce solo con il tempo e l’esperienza.

7. La formazione prima di tutto.

Per quanto la professione richieda creatività, ingegno e voglia di sperimentare, non si deve dimenticare che ci sono delle basi di conoscenza da possedere e che solo una buona formazione può garantire. Come il corso di specializzazione per Bar Chef organizzato da Italian Food Academy, che forma i migliori professionisti del settore, con un programma innovativo, completo e aggiornato e un percorso che va incontro anche alle esigenze lavorative di molti interessati al corso.

Se a tutti questi consigli aggiungete una buona dose di spregiudicatezza, di problem solving, una instancabile voglia di ricercare e sperimentare, di studiare e di aggiornarsi…allora, avrete fatto Bingo!

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